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    Progettazione

    Altezza piano cucina da terra: 4 trucchi e 1 regola pratica

    Qual è l’altezza del piano di lavoro in cucina ergonomico? La risposta assoluta non esiste, dipende da chi lo usa. Ti consigliamo perciò di richiedere una soluzione su misura, soprattutto se ami cucinare perché il mal di schiena è dietro l’angolo!

    L’altezza standard del piano di lavoro in cucina varia fra gli 85 e i 95 cm, di solito. In realtà, la misura ottimale dipende dall’altezza di chi lo utilizza perché lavorare su un top d’altezza sbagliata, soprattutto se come abitudine ripetuta giorno dopo giorno, porta con sé spiacevoli problematiche, come dolori cervicali e tensione muscolare a collo, spalle e braccia, se il piano è troppo alto, oppure alla schiena, se è troppo basso e obbliga a piegarsi. Per questo, in fase di progettazione è strategico – e salutare – scegliere una cucina componibile, perfetta per stabilire la giusta altezza del tuo piano di lavoro. Poiché è formata da singoli elementi che vengono assemblati, infatti, ne puoi utilizzare diversi in sovrapposizione fino ad arrivare alla soluzione esattamente a tua misura, quella che ti farà stare in comodità anche se trascorrerai molto tempo ai fornelli.

    Regola pratica per stimare la giusta altezza del tuo piano di lavoro: in piedi vicino al top, il tuo gomito dovrebbe distare dal piano 10-15 cm per consentirti di cucinare mantenendo una postura naturale e comoda.

    Basi modello Clio con piano lavoro da 1,2 cm in gres royal Calacatta.
    Basi modello Clio con piano lavoro da 1,2 cm in gres royal Calacatta.

    Trucco 1: l’altezza delle basi in cucina

    A influenzare l’altezza del piano cucina contribuisce soprattutto la base della cucina, di solito con una scocca – quindi eventuali piedini o basamenti esclusi – alta fra i 72 e i 78 cm, variabile a seconda del produttore e del modello. In Prima Cucine offriamo proprio queste due opzioni, fra le quali la seconda è scelta soprattutto da chi vuole riporre una gran quantità di utensili o di alimenti, considerato il volume finale interno piuttosto ampio. Nell’altezza complessiva del piano di lavoro, la cucina componibile richiede, oltre alla scocca del mobile, lo zoccolo, eventualmente l’apertura a gola, e lo spessore del top.

    Basi, zoccolo, gola e piano in laminato Calacatta.
    Basi, zoccolo, gola e piano in laminato Calacatta.

    Trucco 2: in cucina zoccoli diversi per altezze differenti

    Le cucine sono oggi fornite soprattutto di zoccoli, la parte sottostante la scocca, messi in modo continuo a chiusura e sollevamento del mobile e a nascondere i piedini regolabili che fungono da vera e propria base. Anziché questo battiscopa, a volte possono esserci basamenti diversi, non continui, a seconda dei modelli di cucine. Ad ogni modo, si tratta di un elemento che ti consente di personalizzare con facilità la cucina perché esiste realizzato in differenti altezze. Per esempio, in Prima Cucine proponiamo zoccoli da 8-10-12-15 cm perché chiunque possa trovare la soluzione ergonomica e funzionale per sé.

    Come fare se la cucina è usata da più persone d’altezze molto diverse? Conviene personalizzarla sulle misure di chi la userà di più o trovare soluzioni miste, come piani di lavoro ad altezze differenziate, se lo spazio lo permette. Le opportunità sono molte: prova a chiedere ai nostri rivenditori.

    Basi con zoccolo e piano di lavoro da 4 cm in Laminato noce Canaletto.
    Basi con zoccolo e piano di lavoro da 4 cm in Laminato noce Canaletto.

    Trucco 3: l’apertura a gola alza il piano della cucina

    L’altezza di una base può variare a seconda del sistema di apertura al quale decidi di abbinarla. Se scegli una maniglia, il risultato non cambia. Se però vuoi un’apertura a gola, ecco che istantaneamente aggiunge qualche centimetro. Le basi da 72 cm di Prima Cucine, per esempio, diventano da 75 cm con l’apertura a gola, mentre quelle da 78 cm diventano da 81 cm complessivi.

    In fase progettuale, definire l’altezza del piano di lavoro della cucina è necessario anche per stabilire, di conseguenza, la posizione in cui sistemare pensili, prese elettriche, allacci del gas e dell’acqua, e l’eventuale foro per la cappa d’aspirazione. Occhio, dunque!

     

     

    Piano da 1,2 cm in stratificato HPL Venezia light.
    Piano da 1,2 cm in stratificato HPL Venezia light.

    Trucco 4: lo spessore del top influenza l’altezza del piano cucina

    Il top della cucina, ovvero la lastra messa in orizzontale a chiusura superiore della base della cucina, è l’ultimo elemento da considerare per personalizzare l’altezza del piano di lavoro, oltre alla base stessa, allo zoccolo e all’eventuale gola d’apertura. In questo caso lo spessore dipende dal tipo di materiale usato, dalle soluzioni più sottili, come le lastre in gres da 1,2 cm, per crescere già a 2-4 cm con il laminato, sino a soluzioni su misura possibili con lo stratificato HPL. Quest’ultimo, dai suoi pochi centimetri di base (per Prima Cucine 1,2 cm), può raggiungere spessori anche da 30 cm creando una sorta di “scatola”, vuota all’interno e con i lati e il piano superiore in tale materiale.

    Nello stabilire l’altezza complessiva della tua cucina ergonomica, è utile ricordare anche che può essere comodo prevedere un’altezza del piano cottura leggermente più bassa rispetto a quella del piano di lavoro. Puoi così rendere più facile lo spostamento delle pentole, la vista al loro interno durante la cottura e, in generale, ridurre l’affaticamento delle braccia. Al contrario, il lavello è pratico più alto per evitare mal di schiena, soprattutto se sarà molto usato per lavare verdure e stoviglie. L’altezza del piano snack? Quella è tutta un’altra storia, come abbiamo raccontato in “Progettare una cucina con piano snack”.

    Se vuoi assolutamente individuare la giusta altezza per il piano di lavoro in cucina, personalizzata sulle tue esigenze, rivolgiti a progettisti qualificati come quelli di Prima Cucine.

     

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