Dove posizionare il frigo in cucina? E dove mettere forno, lavastoviglie e lavatrice? Per funzionare, la collocazione deve armonizzarsi con lo schema del triangolo di lavoro. Risultato: libertà di movimento e percorsi fluidi ed ergonomici fra le diverse postazioni di lavoro.
Muoversi comodamente in cucina, da soli o insieme ad altre persone, è essenziale per un ambiente di facile utilizzo. Per riuscirci, è bene pensarci in fase di progettazione con l’aiuto del cosiddetto “triangolo di lavoro”. È uno schema che serve a ricordarci di sistemare le aree per la cottura, il lavaggio e la dispensa come fossero, per l’appunto, i vertici di un triangolo, posti non troppo lontani fra loro. In tal modo facilitiamo gli spostamenti in spazi abbastanza vicini e otteniamo una composizione funzionale che garantisce movimenti sciolti, senza incontrare ostacoli.
Ne abbiamo parlato nel post dedicato specificatamente alla disposizione di una cucina ergonomica ideale con tanto di misure da rispettare. Va da sé che gli elettrodomestici rientrano in questo argomento e alcuni ne sono protagonisti.
Il frigorifero sarà uno dei vertici del triangolo di lavoro, quello più esterno alla collocazione dei diversi mobili così che possa essere immediato da raggiungere per tutti, anche per chi proviene da altre stanze e senza ostacolare chi starà cucinando. Pensaci: non è praticamente sempre nell’ultima colonna esterna di una cucina lineare o ad angolo? Spesso, nel caso di composizioni più ampie a isola, si trova invece nella parete dedicata alle colonne dispensa. Viene incassato in una colonna, o se piccolo in una base, utile in molte occasioni per sfruttare lo spazio, oppure collocato in libertà, free-standing. In ogni caso, è piuttosto esterno e, in passato, il consiglio era di metterlo distante da fonti di calore, come il forno, il calorifero o i raggi diretti del sole, per evitare inutili sprechi di energia per il raffreddamento. Oggigiorno non è più necessario perché i mobili in cui vengono inseriti gli elettrodomestici tengono conto di riservare loro una corretta areazione. Il frigorifero va collocato vicino al lavello – altro vertice del triangolo di lavoro – per passare con velocità e comodità al lavaggio. Ricordare di verificare se sceglierlo con apertura a destra o a sinistra e di considerare lo spazio necessario per l’intera anta aperta che disegnerà un angolo superiore ai 90°.
Meglio mettere il forno in cucina vicino al piano cottura perché semplifica l’operatività in caso di pietanze che richiedano l’uso di entrambe le cotture. Può essere installato in posizione classica sotto i fuochi, soprattutto per chi ha poco spazio, oppure più in alto, incassato in una colonna, per essere più pratico da usare senza abbassare la schiena, e anche più sicuro nel caso di bambini piccoli in circolazione. In questo caso sarebbe preferibile avere nelle immediate vicinanze un piano d’appoggio. I ragionamenti fin qui fatti valgono anche per il forno a microonde, che può inoltre essere incassato in un pensile, in uno spazio a giorno, con la parte restante, sovrastante, chiusa da un’anta.
Il piano cottura è uno dei vertici del triangolo di lavoro ed è comodo vicino al lavello, preferibilmente con un piano d’appoggio nel mezzo, utile per evitare pericolosi schizzi d’acqua su pentole con olio caldo nonché per la pulizia e la preparazione dei cibi. Non dovrebbe essere al centro di una zona di passaggio continuo perché non sarebbe funzionale e dovrebbe distare al massimo 90 cm sia dal lavello sia dall’area dispensa (gli altri due vertici del triangolo).
La cappa o si ama o si odia, sembrerebbe. Tu la vuoi nascosta in un pensile, integrata nel piano cottura o la immagini che troneggia come un vero e proprio oggetto di design? Dal punto di vista tecnico, la cappa aspirante è la migliore perché espelle direttamente i fumi, ma non sempre c’è la possibilità di inserire i tubi e fare un foro verso l’esterno o di creare un collegamento a una canna fumaria. La tecnologia mette allora a disposizione le cappe filtranti, che purificano i fumi da cottura e sono più facili da installare. Spesso sono inoltre integrate nel piano cottura – che ovviamente diventa più largo di dimensione – ma che può essere così più facilmente inserito anche in un’isola. Tale soluzione è naturalmente ipotizzabile solo se sono disponibili nelle immediate vicinanze la presa elettrica per il piano a induzione o l’attacco per il gas nel caso dei fuochi.
La posizione della lavastoviglie in cucina – incassata, semi-incassata, ovvero senza anta frontale integrata oppure free-standing – è vicina al lavello così da risciacquare i piatti e inserirli subito nell’elettrodomestico senza sgocciolare sul pavimento. Bisogna naturalmente tener conto dello spazio necessario perché lo sportello possa essere aperto completamente senza intralci per l’utilizzo. Può, infine, essere pratico sistemare nei pressi cassetti o armadi per riporre comodamente posate, piatti e pentole dopo il lavaggio.
La lavatrice in cucina è sempre più diffusa, sia per questioni di spazio sia di rumore: può essere avviata nottetempo e non disturbare il riposo nel reparto notte. Rispetto al cuore dell’ambiente, viene sistemata verso l’esterno. Prima Cucine le dedica un semplice modulo con anta oppure un apposito mobile. Quest’ultimo prevede addirittura lavatrice e asciugatrice incolonnate e separate da un piano a estrazione, utile per appoggiare la cesta dei panni. Per un accesso comodo agli elettrodomestici, l’anta si apre con un angolo maggiore di 90° perciò dovrà esserci il conseguente spazio necessario.
Se gli elettrodomestici in cucina sono indispensabili – almeno alcuni! – è anche vero che spesso pesano parecchio sul costo finale della cucina stessa. Come fare? Ti diamo tre consigli:
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